Dopo il successo della dotAIO, ecco la dotStick: l’ultima nata in casa Dotmod

Abbiamo spesso elogiato la creatività e la bravura dei modder italiani e la tecnologia delle aziende cinesi, ma non bisogna dimenticare che il mercato dell’hardware può contare anche su altri punti di riferimento davvero importanti. Uno di questi è quello dell’americana Dotmod, che ha il suo quartier generale in California (a San Diego) e che negli anni ha già saputo stupire tutti con prodotti molto eleganti e alcuni ‘bestseller’ come la dotAIO o l’atomizzatore dotMTL.

Le caratteristiche della dotStick

Oggi vi presentiamo l’ultima nata in casa Dotmod. Si tratta di un dispositivo elegante, pratico da usare e dedicato sia all’utente alle prime armi che allo svapatore esperto. La dotStick è sostanzialmente un piccolo tubo, alimentato da una batteria 18350 (ma può funzionare anche con una 18650, tramite l’estensione che trovate nella confezione), che ha la possibilità di scegliere tra tre livelli di potenza di alimentazione (soft, medium, strong) e con l’eventuale attivazione del Dry Burn: la funzione che interrompe l’erogazione della batteria, quando il livello del liquido nel tank è basso, preservando la durata delle bobine.

La dotStick è dotata di un tank realizzato in plastica PCTG da 2ml, montato su connettore 510: il che rende il tubo Dotmod compatibile con ogni atom da 22mm con lo stesso attacco. È disponibile in quattro colori (rosso, nero, giallo e blu) e incluse nella confezione ci sono anche le due coil da 0,4 e 1,0ohm per svapo DTL e MTL. DotStick monta anche le resistenze della SMOK Nord.

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